Visione olistica e verifica personale

Categoria: Olistica e Naturopatia
Pubblicato Giovedì, 04 Luglio 2013 09:44
Scritto da Super User
Visite: 19352

Visione olistica e verifica personale

di Gina Cammarata

Negli ultimi due secoli siamo stati abituati a considerare il nostro corpo come una macchina organica disgiunta da tutto il nostro mondo emotivo, mentale e spirituale: si tratta della visione meccanicistica dell’essere umano. Da questa prospettiva tutto quello che succede nel nostro corpo non ha niente a che vedere con quello che succede negli altri livelli della nostra esistenza. Ma è realmente così? Prima della visione meccanicistica si guardava l’uomo da un’altra prospettiva, quella olistica, secondo la quale esistono delle intime connessioni tra il corpo, le emozioni, la mente, l’anima e lo spirito di ogni uomo e tra l’uomo e tutto ciò che lo circonda. Secondo la visione olistica tutto ciò che succede in uno qualsiasi dei livelli di cui siamo formati influenzerà inevitabilmente tutti gli altri. Ma è realmente così o si tratta solo di un’antica e affascinante visione del mondo e delle cose? In effetti, stando ai moderni studi effettuati in questo campo, di carattere empirico e sperimentale, un fondo di verità pare proprio che ci sia. 

Tra i più noti studi di laboratorio mi piace ricordare quelli della biologa molecolare Candace Perth e quelli del biologo cellulare Bruce Lipton per la loro solidità e per ciò che essi possono comportare nella vita di ognuno.

 

Gli studi di C. Perth dimostrano che le stesse molecole responsabili di determinate reazioni a livello fisiologico nel nostro corpo sono responsabili delle emozioni che proviamo. Tali molecole sono state chiamate neuropeptidi. Essi sono prodotti in grandi quantità dalle cellule del nostro corpo (soprattutto dalle cellule cerebrali) e, una volta immessi in circolo, raggiungono altri distretti cellulari, anche molto lontani tra di loro. I neuropeptidi si legano solo a quelle cellule che presentano dei particolari recettori di membrana. Ogni neuropeptide può interagire e attivare (o disattivare) solo un particolare tipo di recettore. L’attivazione del recettore provocherà poi specifiche modificazioni a livello cellulare. Secondo la dott.ssa Perth esiste un neuropetide per ogni singola emozione che proviamo. Vi è quindi uno strettissimo legame, a livello, biochimico, tra le emozioni che proviamo e tutta una serie di reazioni a livello cellulare.

In modo parallelo, gli studi di B. Lipton in campo genetico sottolineano la stretta connessione esistente tra le nostre emozioni e il nostro DNA. Il dott. Lipton ha potuto osservare che il DNA cellulare, pur essendo sempre lo stesso per tutta la vita della cellula, non è sempre attivo allo stesso modo ma cambia a seconda di determinati fattori. All’interno delle nostre cellule ci sono momenti nei quali sono più attive certe porzioni di DNA e momenti nei quali sono più attive altre porzioni dello stesso DNA. Da cosa dipende? Dipende dal segnale che arriva ai recettori cellulari, recettori in grado di essere modificati dalle nostre percezioni sensoriali. Dagli studi di B.Lipton emerge che ogni nostra percezione dell’ambiente esterno, ovvero ogni nostra emozione, di fatto indirizza attraverso precisi segnali biochimici l’attività dei nostri geni.

 I dati di laboratorio sono dunque a vantaggio della visione olistica delle cose, pare che non sia possibile provare emozioni senza avere un corpo così come è impossibile avere un corpo privo di un sistema percettivo e pare che l’uno influenzi l’altro. Come fare però a sapere in che modo e in che termini ciò che viviamo a livello emotivo condiziona il nostro corpo ovvero lo stato di salute e di benessere del nostro organismo? Per una verifica precisa e concreta della relazione tra corpo e livello emotivo, ovvero tra sintomi organici ed eventi di vita quotidiana, vi segnalo il modello delle 5 leggi biologiche della natura. Le 5 leggi biologiche sono state scoperte e per la prima volta formalizzate dal dott. R.G. Hamer nel 1981. Egli dopo un’intensa ricerca, scaturita dal dolore per la perdita del figlio appena diciasettenne, scopre l’esatta connessione tra psiche, cervello e organi e la causa e le regole di ogni singolo sintomo del nostro corpo. Ma è davvero così o si tratta di vera e propria speculazione? Solo la verifica personale potrà darci una risposta certa.